cera di soia

Candele di soia o paraffina: le differenze vere (e quelle che si leggono in giro)

8 min di lettura

La cera di soia è davvero meglio della paraffina? Su alcune cose sì, su altre in giro si leggono affermazioni che non reggono. Ti dico quello che so, con le fonti, come riconoscere una candela di soia e perché io ho scelto questa cera.

di Martina, Viggiù

Quando qualcuno prende in mano una delle mie candele, una delle prime domande è: «Ma la cera di soia è davvero meglio della paraffina?». La risposta onesta è: dipende da cosa intendi per «meglio». Su alcune cose la differenza è netta. Su altre, in giro, si leggono affermazioni che non reggono, e non voglio venderti una candela con un argomento falso.

Qui ti dico quello che so, con le fonti in fondo, e ti spiego perché io colo le mie candele in cera di soia. Alla fine trovi anche come riconoscere una candela di soia quando la compri.

Cosa sono le due cere

La paraffina è un sottoprodotto della raffinazione del petrolio. È la cera più diffusa al mondo: costa poco, si lavora facilmente, tiene bene i colori e i profumi. Per questo la maggior parte delle candele industriali, comprese molte di quelle profumate che trovi nei negozi, è in paraffina.

La cera di soia si ottiene dall'olio dei semi di soia, reso solido con un processo chiamato idrogenazione. È quindi una cera vegetale, ma non è «un pezzo di natura»: è un olio lavorato. Esistono anche le miscele, per esempio soia con paraffina o soia con cocco: se su un'etichetta leggi «cera vegetale» o «blend» senza altro, non è detto che sia soia al cento per cento.

Dove la differenza è vera

Soia e paraffina a confronto
Cera di soia Paraffina
Da dove viene Olio di semi di soia, coltivato Petrolio, risorsa che non si rinnova
Nel vasetto Opaca, color panna; a volte increspata o con macchie bianche Liscia, lucida, spesso un po' trasparente
Pulizia a fine candela Acqua calda e sapone, il vasetto si riusa In genere serve più fatica
Profumo Rende soprattutto da accesa, in modo morbido Più facile da profumare forte, si sente anche a vasetto chiuso
Costo della materia prima Più alto Basso

1. Da dove viene

La paraffina viene dal petrolio, una risorsa che non si rinnova. La soia si coltiva. Per me è la differenza che pesa di più: la cera che uso è di origine europea, vegetale al cento per cento e senza paraffina. Ne parlo nella pagina la nostra cera di soia.

2. Come si comporta nel vasetto

La cera di soia è più morbida della paraffina e, quando si raffredda, a volte fa la superficie un po' increspata o lascia piccole macchie bianche sul vetro: è la soia che cristallizza, non un difetto, e alla prossima accensione torna liscia. La paraffina invece resta liscia, lucida, spesso un po' trasparente. Se hai in casa una candela industriale e una delle mie, mettile vicine: la differenza si vede.

3. Come si pulisce

A fine candela, la cera di soia rimasta sul fondo si toglie con acqua calda e sapone, e il vasetto resta tuo: ci metti pennelli, spezie, una piantina. Nelle modalità d'uso spiego come fare. Con la paraffina, in genere, serve più fatica.

4. Come rende il profumo

Qui devo essere sincera: la paraffina è più facile da profumare forte, e una candela in paraffina spesso si sente già a vasetto chiuso. La cera di soia rende soprattutto da accesa, quando la superficie è tutta liquida. Per questo, se apri una delle mie candele e il profumo ti sembra leggero, non è un problema: accendila, dai il tempo alla pozza di formarsi, e sentirai la differenza. Il profumo di una candela di soia riempie la stanza in modo più morbido, meno «da profumeria».

5. Quanto costa

La cera di soia, come materia prima, costa più della paraffina. Aggiungi che le mie le colo una alla volta, e capisci perché una candela artigianale in soia non può costare quanto una candela da supermercato.

Dove la differenza non è quella che si legge in giro

«La paraffina è tossica, la soia no»

È la frase che si trova su quasi tutti i siti che vendono candele di soia. Non la scrivo, perché non è dimostrata.

Altroconsumo, nel suo speciale sulle candele profumate, riporta che le associazioni dei produttori sostengono che «tutte le cere bruciano in modo simile, con un impatto analogo sulla qualità dell'aria», che alcune ricerche suggeriscono che anche le emissioni delle candele «ecologiche» non differiscono molto da quelle in paraffina, e conclude che «al momento non esistono prove di rischi noti per la salute» legati all'uso delle candele, se usate con moderazione.

Lo studio più grande che ho trovato (pubblicato nel 2021 sulla rivista scientifica Environment International) ha bruciato candele con quattro cere e cinque fragranze diverse in una camera chiusa, misurando gas di combustione, formaldeide, benzene e polveri sottili. Nella maggior parte dei casi le concentrazioni stimate in una stanza erano ben sotto i valori guida; in alcuni casi, per pochi composti, no, e gli autori ne discutono. Va detto che lo studio è stato progettato insieme a produttori di candele e di fragranze: lo segnalo perché conta.

«La soia dura il doppio»

Si legge spesso che la cera di soia brucia più lentamente. Non ho trovato uno studio indipendente che lo misuri, e nella pratica la durata dipende soprattutto dallo stoppino, dal diametro del vasetto e da come accendi la candela le prime volte. Se ti interessa il tema, ho scritto come far durare la tua candela.

«Soia vuol dire naturale»

La cera di soia è vegetale, ma è un olio idrogenato, quindi lavorato. E la fragranza dentro una candela è comunque una fragranza, di soia o di paraffina che sia. Le mie sono cruelty free, non OGM, senza parabeni e adatte a chi è vegano, e su ogni candela trovi l'etichetta con gli eventuali allergeni, come prevede il regolamento europeo. Ma «naturale al cento per cento» non lo scrivo, perché non sarebbe vero per nessuna candela profumata.

Come riconoscere una candela di soia

  • Leggi l'etichetta o la scheda. Cerca «cera di soia 100%». Se c'è scritto solo «cera vegetale», «cera naturale» o «blend», chiedi al produttore cosa c'è dentro. Chi usa soia pura di solito lo scrive volentieri.
  • Guarda la superficie. La soia è opaca, color panna, e a volte un po' irregolare o con qualche macchia bianca. La paraffina è liscia e più lucida.
  • Toccala. La soia è più morbida: si segna con l'unghia. E si ammorbidisce con poco: d'estate non lasciarla in auto o sul davanzale al sole.
  • Il prezzo è un indizio, non una prova. Una candela profumata grande a pochi euro difficilmente è in soia pura, ma un prezzo alto non garantisce niente.
  • La prova del vasetto. A fine candela, se la cera rimasta viene via con acqua calda e sapone, è quasi certamente soia.

Perché io uso la cera di soia (e lo stoppino in legno)

Ho scelto la soia per tre motivi pratici: viene da una coltivazione e non dal petrolio, rende un profumo morbido che non stanca, e a fine candela il vasetto si lava e si riusa. In più mi piace come si lavora: la colo a mano, una alla volta, nel mio laboratorio a Viggiù, in provincia di Varese, e ci abbino uno stoppino in legno che scoppietta piano mentre brucia.

Se vuoi sapere di più sui motivi, li ho raccontati anche in perché scegliere la cera di soia.

Domande frequenti

Le candele di soia fanno fumo nero?

Il fumo nero dipende quasi sempre dallo stoppino troppo lungo o da una corrente d'aria che fa oscillare la fiamma, non dal tipo di cera. Taglia lo stoppino prima di ogni accensione e tieni la candela lontana da finestre e termosifoni.

Le candele di soia sono vegane?

La cera sì. Per la fragranza dipende dal produttore: le mie sono adatte a chi è vegano e non testate sugli animali.

La cera di soia si può mettere sulla pelle?

No. Anche se è vegetale, la cera è calda e la fragranza può contenere allergeni. Se la cera liquida ti finisce sulla pelle: acqua fredda, senza strofinare.

Esiste una candela «senza niente»?

Una candela profumata ha sempre una fragranza. Se vuoi solo la luce, la piccola margherita Eternal Daisy la faccio anche senza profumo (non ha lo stoppino in legno, quindi non scoppietta).

Se vuoi provarle

Tutte le mie candele sono nella collezione candele artigianali in cera di soia: formati da 85 g e 180 g, sei fragranze, tutte con stoppino in legno. Se non sai quale scegliere, con il box Viaggio Olfattivo annusi sei assaggi a casa prima di decidere. Le puoi ritirare su appuntamento a Viggiù oppure te le spedisco: qui trovi il mio laboratorio in provincia di Varese.

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Martina Tamagnini di Profumi di Casa con in mano una candela in cera di soia, tra foglie di palma

Chi scrive

Martina Tamagnini

Faccio candele in cera di soia con stoppino in legno nel mio laboratorio a Viggiù, in provincia di Varese: le colo, le decoro e le impacchetto una alla volta. Si ritirano su appuntamento o le spedisco in tutta Italia.

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Ti rispondo io, di solito entro un giorno lavorativo: su WhatsApp, per email o dalla pagina dei contatti. E se vuoi vedere le candele dal vivo, ci vediamo su appuntamento a Viggiù.